Metti un giorno di luglio al mare sotto l’ ombrellone.
Metti l’ ora di pranzo proprio mentre ci stiamo preparando per rientrare a casa.
Siamo a Eraclea e ci si avvicina un venditore ambulante di colore (chiacchierando poi avremo scoperto del Senegal) che invece di vendere i soliti asciugamani, braccialetti, occhiali e così via, porta con se dei libri.
I nostri sguardi si sono incrociati e probabilmente avrà notato un mio interessamento alla sua “merce”.
Si avvicina ai nostri lettini ed al saluto di Maria risponde con un “ciao” italianizzato e tipico delle persone di colore.
Ci mostra una miriade di libri per bambini e adulti con storie africane di leggende, cultura, fantasia…ed il mio sguardo cade su libro in particolare
Twiga la giraffa sognatrice abitante del regno di Malavista si ritrova improvvisamente nel regno di Buonavista, per merito dei suoi occhi che sanno “guardare avanti ma anche tutto intorno”. Sono degli occhi “speciali” che sono diffcili da trovare nel regno di Malavista. In questo regno incontrerà il camaleonte Mutamento, reclutatore del regno di Buonavista, l’ uccellino Benvenuto, addetto all’ accoglienza, e via via altri presonaggi che la porteranno ad incontare il re Saggezza, un grosso gufo dagli occhi fluorescenti e dal folto piumaggio. Si muoverà nel regno cavalcando la nuovolaTimone.
Incontrerà una crisalide che le spiegherà che il mondo va visto in tutte le sue sfacettature, non solamente in un modo solo. Così infatti fanno i bruchi che prima lo vedono nelle sue piccole parti, da vicino, e poi una volta trasformati in crisalide lo sorvolano per vederlo nella sua completezza.
Invitata dalla crisalide e sporgendosi con un po’ di “paura” dalla nuvola Timone Twiga vedrà che la savana non è solo il suo pezzettino di terra dove mangia e dorme, ma è il fiume dove va ad abbeverarsi che non è solo la piccola ansa della riva ma continua per chilometri e chilometri , e tantissime altre cose.
Grazie ai suoi occhi che ora hanno imparato a vedere “oltre” riuscirà a sconfiggere il Mostrottuso, creatura invidiosa che con i suoi occhi piatti e vuoti non vedeva altro che un mondo piatto e grigio e sempre uguale, con l’ aiuto delle amici crisalidi, riunite assieme formando un grandissimo uccello di mille colori, cosa che Mostrottuso non aveva mai visto e del quale provò così tanta paura da scappare via.
Twiga aveva imparato a guardare il mondo con altri occhi.
Quante volte noi ci fermiamo alle apparenze, quante volte non vediamo oltre ai nostri interessi.
Quante volte vediamo il “diverso”, sia esso uno straniero, uno dei tanti immigrati che sbarcano con i barconi, piuttosto che una persona disabile con gli occhi della paura, dell’ indifferenza o della superiorità.
Twinga invece di scappare dal regno di Buonavista caduto sotto l’ombra e la desolazione di Mostrottuso si ricorda della sua amica crisalide che tanto gli aveva insegnato e combatte assieme a lei e ad altre crisalidi, riuscendo a farne tornare la luce.
L’ incontro con questo ragazzo di colore mi ha fatto molto riflettere.
I giorni seguenti non l’ ho più rivisto.
Grazie a questo libro, un pezzo di Twiga ora vive dentro il mio cuore.



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