Bibione 2012
Bibione 2013
Bibione 2014
Bibione 2015
Esattamente un anno fa mi trovavo a scrivere dell’ ultima esperienza passata nella settimana estiva organizzata dal dott. Lagati (ormai mi viene di chiamarlo Salvatore) per le famiglie con bambini con Sindrome di Down.
Esattamente un anno fa io e Cristina pensavamo: l’ anno prossimo non ci iscriviamo, lasciamo il posto ad altre famiglie.
Poi durante l’anno mentre passava il tempo un pensiero mi ricorreva e mi riportava a Bibione, quasi mi chiamasse, una forza che mi attirava.
“Che facciamo? Che dici, ci iscriviamo anche quest’anno?” questa la frase che mi uscì un giorno con mia moglie.
Così decidemmo di scrivere a Salvatore per sapere se c’era ancora posto chiedendo se era possibile partecipare.
La risposta non tardò ad arrivare e fu affermativa: ci saremo stati anche quest ‘anno.
E così, esattamente come un anno fa, sono qui per riflettere, ricordare, riassaporare l’ esperienza di questa settimana appena trascorsa.
Una circostanza di eventi ha voluto che mancassero due delle terapiste che formavano lo zoccolo duro dell’ equipe di Salvatore e così una nostra cara amica, mamma “special” anche lei, viene contattata per portare la sua esperienza a Bibione.
Salvatore, non potevi fare scelta migliore!
Lo abbiamo saputo da Daniela stessa un paio di settimane prima durante una nostra telefonata
“Lo sapete ragazzi” ci disse “ci vediamo a Bibione!”
Non si possono fare paragoni con gli anni precedenti, ogni anno è unico. Lo vivi in maniera diversa in quanto noi stessi siamo diversi, alla ricerca di risposte, con i nostri dubbi e le nostre convinzioni, smentiti e allo stesso tempo confermati in quelle che potevano essere le nostre certezze, ma sicuramente ricaricati e positivi nei nostri pensieri.
Tornare a Bibione per me è tornare a casa, incontrare famiglie per la maggior parte nuove, è un momento di confronto.
La sensazione di disagio, come già detto, provata nel primo anno nel mettere a nudo i miei timori, le mie paure, le mie incertezze di fronte a persone fino ad un attimo prime sconosciute, non esiste più e lascia il posto ad una voglia di conoscere, conoscersi e condividere ogni istante, parlare, parlare, esternare il mio pensiero nei nostri incontri come nelle serate passate al bar con una bottiglia di birra in mano (…Bibione è anche questo!)
Vi voglio parlare di noi genitori e dei nostri meravigliosi bambini, di chi è appena all’ inizio e di chi è nel pieno dell’ avventura, di chi, come racconta una storia conosciuta navigando nella rete, è appena “atterrato” in un posto diverso da quello che era scritto nel proprio “biglietto d ‘ imbarco” e di chi invece ci sta già “costruendo la casa” in questo “paese”, con difficoltà ma anche con molte soddisfazioni e che in fondo non è proprio così brutto come lo descrivono.
Mai come quest’ anno “l’ isola felice” come piace anche a me chiamarla ha avuto degli abitanti così lontani ma allo stesso tempo vicini.
Mai come quest’anno il gruppo genitori, la forza di questo gruppo, è sfociata nel mettersi a nudo gli uni con gli altri, condividere le lacrime ma anche i sorrisi, e questo grazie a Daniela che con i suoi incontri pomeridiani ha “gettato” le fondamenta per costruire qualcosa di importante e di duraturo, una ” casa ” a prova di terremoto che mai crollerà.
Gli altri anni ci conoscevamo tra di noi come il papà e la mamma di questo o quel bambino, quest’anno invece ci siamo conosciuti per nome, per la nostra identità di persona. Il nome del nostro bambino/bambina era una conseguenza.
Daniela, Giovanni, Valeria, Davide, Giuliano, Valeria, Mario, Annalisa, Marta, Riccardo, Jorge, Yolanda, Angelo, Genny, Michele, Federica, Gialnuca, Stefania,Giacomo, Rachele,Fabio, Debora, Aldo, Elisa, Tiziano, Cristina, eravamo noi con le nostre storie, con in mano la nostra vita da assaporare fino in fondo, da costruire giorno dopo giorno, attimo dopo attimo…
Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte e, se anche non abbiamo l’energia che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi: unica ed eguale tempra d’eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere.
La citazione sopra appartiene ad un film a me molto caro, “L’ attimo fuggente”.
Viviamola questa vita…a me Bibione e le sue famiglie hanno insegnato proprio questo.
Grazie




