Quanti ricordi sono legati a questa parola!
Mi rivedo bambino, all’età di 4 anni con il mio primo vestito di carnevale:
Zorro.
Penso che assieme al vestito di cow boy, questo sia stato il più gettonato dai “bambini” della mia età!
Pantaloni neri, camicetta bianca di pizzo e l’ immancabile mantello con cappello, spada e maschera che cambiava ogni anno in quanto quella dell’ anno precedente veniva immancabilmente distrutta nei vari combattimenti.
Feste a scuola elementare nella mia classe non ne facevamo in quanto la maestra le riteneva inutili ed anzi, le bidelle che venivano a scuola vestite in maschera erano considerate delle “pagliacce”.
Mi ricordo, come fosse ora, i bambini delle altre classi che ci portavano le frittelle assieme alle loro maestre, probabilmente “impietositi” mentre noi facevamo lezione…
E poi molti anni dopo, assieme a quella che poi sarebbe diventata mia moglie Cristina, a Venezia vestiti in maschera (due tutone, la mia color nero e la sua oro, LA NOTTE e IL GIORNO, con una maschera contornata da piume di corvo) almeno due giorni durante l’ ultima settimana di carnevale, fotografati da numerosi turisti.
Ed ora, eccomi con mia figlia vestita dall’ asinello Ih-Oh di Winnie the Pooh, in piazza Mestre, orgoglioso come non mai di portarla a passeggio assieme a Cristina
Bambino ero io, ed ora c’è Maria…è la storia della vita che continua, assieme alla magia del
C A R N E V A L E



