Da venerdì 8 maggio nella nostra parrocchia si sta svolgendo la ” Festa del Villaggio” appuntamento annuale che ormai da un po’ di anni anima il nostro quartiere e riunisce in momenti conviviali e anche di riflessione e confronto tutti noi abitanti.
In questa parrocchia io ci sono nato, ho passato la mia infanzia, adolescenza e adesso età, vogliamo dire, “matura”.
I miei primi amici sono stati qui con i quali ho condiviso esperienze belle, per fortuna tante, e meno belle.
Venerdì 17 maggio c’è stato un momento di ritrovo definito da un mio vecchio amico “l’appuntamento per i sempre o diversamente giovani della parrocchia San Giuseppe” che consisteva, fra le altre cose, di una cena con grigliata o pizza e soprattutto era un momento per reincontrare persone che non vedevo da tantissimi anni.
E’ stata la prima volta che io e Cristina ci andavamo e soprattutto con Maria.
Passato e presente si stavano incontrando in un mix d’emozioni.
Maria, tante volte raccontata in questo blog, avrebbe conosciuto dei vecchi amici di papà non solo virtualmente.
Mentre mangiavamo e chiacchieravamo la mia mente non poteva restare legata nel presente, all’ interno del tendone dove siedevamo, ma inevitabilmente tornava nel passato. Riconoscevo persone che mai avrei immaginato di reincontrare perchè la vita li aveva portati a cambiare città o semplicemente le nostre strade si erano allontanate.
Ricordi di campeggi passati assieme, percorsi di vita con sacerdoti che mi avevano conosciuto, chi quando ero alle scuole medie dopo la cresima, chi da giovane all’ inizio della mia vita lavorativa.
Ognuno di loro ha segnato delle tappe importanti trasmettendomi dei valori che si sono radicati dentro di me.
Gli stessi valori che voglio trasmettere a mia figlia che venerdì sera era seduta con me e che mi riportava nel presente proiettandomi nel futuro.
Nel nostro mondo tecnologicamente avanzatissmo e nel quale riesci a parlare e vederti con qualcuno che sta dalla parte opposta del globo, sono ancora questi i momenti che preferisco, uno di fronte all’ altro con un bicchiere e una costicina in mano raccontandosi di come siamo cambiati, di come la vita ci ha cambiati, facendoti vivere esperienze che, come nel mio caso, veramente ti cambiano il modo di vedere il mondo, te lo stravolgono ma te lo fanno apprezzare nella sua semplicità.
Grazie ragazzi “sempre o diversamente giovani” e al prossimo appuntamento…
Maria non vede l’ora di reincontrarvi!

