Il tempo passa e il 6 di dicembre Maria ha fatto 2 anni e 5 mesi.
Si sta avvicinando il momento in cui la iscriveremo alla Scuola dell’ Infanzia che dovrebbe frequentare a settembre del prossimo anno…
Il “dovrebbe” sta nel fatto che ancora non ne siamo convinti e dobbiamo valutare se fermarla un anno in più allo Spazio Cuccioli.
In questo periodo abbiamo avuto un paio di colloqui con le psicopedagogiste di due scuole fra le quali sceglieremo quella nella quale andrà Maria.
E devo dire che in entrambi i casi l’ impressione è stata ottima!
Tutti gentili, disponibili a venirci incontro, ascoltano tutte le nostre domande, esigenze, dubbi e preoccupazioni e quasi per magia riescono a dipanarle e farle svanire come neve al sole…però…
Proprio oggi a pranzo con Cristina parlavamo di quanto questi colloqui ci hanno aperto gli occhi su un mondo fino ad ora sconosciuto: quello della scuola visto dalla parte del genitore, che invece di chiarirci le idee, rende la scelta ancora più difficile.
A parole sono delle ottime scuole, aperte a tutte le proposte per condividere un cammino senza alcun pregiudizio, di qualsiasi tipo, con i professionisti che stanno seguendo nostra figlia, al fine di perseguire un obiettivo unico che è quello di fare il meglio per Maria…. mi sembra quasi di vivere in una favola!
Ma il momento si avvicina sempre più.
Maria sicuramente ci farà capire cosa sarà meglio per lei, attraverso lo scorrere delle giornate che da qui in avanti ci si presenteranno.
Lo stare assieme, il giocare, le coccole, le sgridate che sicuramente arriveranno e, quello che adesso sembra un muro di nebbia all’improvviso si dissolverà e ci presenterà la corretta via.
Lo stare assieme, il giocare, le coccole, le sgridate che sicuramente arriveranno e, quello che adesso sembra un muro di nebbia all’improvviso si dissolverà e ci presenterà la corretta via.
La scelta sarà sicuramente quella giusta perchè il cuore del genitore, riesce a “vedere oltre” il calendario e a tutte quelle valutazioni che verranno fatte da chi interagisce con nostra figlia…
E’ inutile pensare e ripensare: “ma avrò fatto bene… e se … e ma…”

